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Chiara Gamberale, il fascino della scrittrice
Pubblicato il 18/11/2008 9.02.05 nella sezione interviste a cura di di Fernando Felli
 
Finalista al Campiello con il libro “La zona cieca” ha conquistato il pubblico con la sua bellezza, simpatia e professionalità
 
 

Chiara Gamberale è una scrittrice, conduttrice radiofonica e televisiva. Ha iniziato a scrivere appena maggiorenne pubblicando il romanzo “Una vita sottile” nel 1999, ispirato a una vicenda autobiografica che diventa subito una fortunata versione televisiva.

Nel 2001 pubblica “Color lucciola” e nel 2003 “Arrivano i pagliacci” accolti bene dal pubblico e dalla critica. Il suo impegno di scrittrice si alterna a collaborazioni televisive come “Parola mia” su RAI Tre e “Gap” su RAI Uno e di nuovo su RAI Tre “Quarto piano Scala a Destra” di cui era anche ideatrice. Dal 2005 al 2008 ha condotto un suo programma su Radio 24 dal titolo “Trovati un bravo ragazzo”.

“La zona cieca”, finalista al Campiello è il nuovo romanzo che ha presentato venerdì 14 novembre all’Auditorium Varrone in occasione della selezione del Premio Letterario Città di Rieti Centro Italia. Un pubblico numeroso ed attento è rimasto affascinato da Chiara Gamberale per la sua naturale eleganza e per la sua voglia di raccontare con voce nuova.

In quanto tempo hai scritto “La zona cieca”?
E’ stato un parto lungo e travagliato: ci ho messo cinque anni, se scrivere non vuol dire solo sedersi a tavolino e cominciare a lavorare, ma anche (e soprattutto), far crescere la storia dentro di sé, sentirla maturare, riflettere sul perché e sul come raccontarla, magari senza scrivere di fatto nemmeno una parola.

Come è nata l’idea?
Dalla necessità di raccontare quanto sia sì straordinario, ma anche terribilmente complesso accogliere un’altra persona nella propria vita.

Come ti avvicini in genere ai tuoi personaggi?
Il mio scopo principale è di non giudicarli, sperando che così possa fare anche il lettore…E’ più facile pensare a un mondo diviso fra buoni e cattivi. Purtroppo e per fortuna non è così, la maggior parte delle persone (a parte casi eccezionali di santità o meschinità) vive di contraddizioni, di impulsi positivi e negativi, che agiscono magari nello stesso momento.

Tra i personaggi di questo romanzo, quale senti più vicino?
Sicuramente Lidia, la protagonista femminile. Le sue necessità, le sue paure, i suoi difetti mi riguardano molto da vicino. Anzi…dall’interno.

Un lettore che non conosce Chiara Gamberale cosa capirà leggendo “La zona cieca”?
Che nel bene e nel male ciò che le interessa di più sono le alchimie umane: tutto quello che le persone, quando s’incontrano, si possono togliere e soprattutto dare.

Descriviti con tre parole.
In costante (e spesso inutile) fibrillazione. Se non conti congiunzioni, parentesi e quant’altro, sono tre: costante, inutile, fibrillazione.

   
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